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Cavallerleone 1886 - La via della Ferrovia

Pedalando lungo l'antico sedime ferroviario, si percorre lo stesso corridoio che per oltre settant'anni vide passare locomotive a vapore, soldati e viaggiatori, testimoni della vita quotidiana della pianura cuneese.

Cavallerleone 1886 è il percorso che vuole ricordare il viaggio dei cittadini per mezzo delle tracce di quella ferrovia che contribuì a unire persone, comunità e attività economiche del territorio. Caselli, stazioni, ponti e lunghi rettilinei raccontano una storia fatta di lavoro, incontri e trasformazioni.

La ferrovia Moretta–Cavallermaggiore fu inaugurata il 17 maggio 1886 e rimase in esercizio fino al 1959. Lunga circa 15,3 chilometri, faceva parte del progetto della direttrice Airasca–Moretta–Cavallermaggiore, inserita tra le cosiddette "ferrovie complementari" volute dallo Stato italiano per favorire lo sviluppo economico e i collegamenti nelle aree rurali del Piemonte dopo l'Unità d'Italia.

La linea attraversava i territori di Moretta, Villanova Solaro, Murello, Cavallerleone e Cavallermaggiore. Nel territorio comunale di Cavallerleone era presente una stazione, oggi ancora riconoscibile, che serviva agricoltori, commercianti e viaggiatori. Lungo il percorso si trovavano ben 14 caselli ferroviari e 37 passaggi a livello, presidiati dai cantonieri che garantivano la sicurezza della linea.

Tra le opere più importanti spiccava il ponte sul torrente Maira, c.d. Ponte di Moretta nei pressi di Cavallermaggiore, realizzato in muratura con tre grandi arcate per una lunghezza complessiva di oltre 56 metri che rappresentava, assieme a quello costruito sul torrente Varaita, una delle principali opere d'ingegneria dell'intera ferrovia.

Il servizio era effettuato con locomotive a vapore, in particolare delle serie 875 e 880. I convogli trasportavano passeggeri, ma soprattutto prodotti agricoli, bestiame, foraggi, cereali e merci dirette verso i mercati e le grandi linee ferroviarie nazionali.

Pur non essendo facilmente raggiungibile dal paese, per alcuni abitanti, il treno rappresentò per decenni un’importante via di comunicazione tra le campagne limitrofe.

Oggi il tracciato è parzialmente scomparso, ma stazioni, caselli e ponti continuano a raccontare una storia che ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del territorio per oltre settant'anni.
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