PROFILO STORICO
Murello è un paese della pianura cuneese, racchiuso fra il fiume Maira e il Varaita a tradizionale vocazione agricola e zootecnica con una popolazione poco inferiore ai mille abitanti. Il gonfalone è costituito dalla torre del castello templare e dalla croce dell’Ordine di Malta, simboli che sintetizzano efficacemente la storia di Murello ricordando i due ordini religiosi che per secoli hanno governato, difeso e rappresentato il Paese.
Il territorio dell’attuale comune di Murello era abitato sin dal tempo dei Romani, come dimostrano i rinvenimenti di alcune monete risalenti anche al primo secolo dopo Cristo e, in zone limitrofe, di interessanti reperti archeologici, quali tombe e lapidi. Comunque le prime notizie attendibili sul suo centro abitato risalgono a un atto del 1055, riguardante la conferma della proprietà di terreni accordata dal vescovo di Torino all’abbazia di Cavour.
Al tempo dei marchesi di Busca il feudo di Murello passò ai Templari, localmente acquisirono estese proprietà terriere e fecero erigere un castello, con annessa una chiesa e alcune case coloniche. Di questi fabbricati si conservano tutt’oggi tracce nella casa canonica, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, e nella cascina della “Commenda”. Detti immobili, in seguito alla soppressione dell’Ordine dei Templari del 1312, passarono al Sovrano Ordine Gerosolimitano (i Cavalieri di Malta), che ne affidò la gestione ad un commendatore. La comunità di Murello ottenne l’indipendenza comunale, con l’investitura accordata il 7 maggio 1538 dal duca Carlo III di Savoia alla “comunità e uomini di Murello”, previo giuramento di fedeltà e omaggio al sovrano.
Gli eventi che dal Medioevo all’Età Moderna hanno caratterizzato la storia di Murello sono quelli legati alle vicende storiche del Piemonte, dalle epidemie di peste al passaggio di eserciti che accompagnavano i giochi di potere, in particolare con Francia e Spagna. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, pur fra grandi difficoltà, furono realizzate opere pubbliche di rilevante interesse e avviati importanti servizi che contribuirono a migliorare il tenore di vita della popolazione.
A Murello inoltre era presente un campo di aviazione militare, posto nei pressi della strada che collega Murello con Polonghera, utilizzato durante la seconda guerra mondiale come base e punto di appoggio per i bombardieri e i caccia italo-tedeschi di passaggio diretti verso il Sud Italia o l’Africa. Tutto questo fino all’armistizio dell’8 settembre 1943 quando restò sotto controllo nazista e nel dicembre dello stesso anno fu oggetto di un attacco partigiano con la distruzione di 32 aerei, evento considerato il più eclatante della resistenza in Piemonte, episodio oggetto di rievocazioni storiche che hanno animato il paese.
PERSONAGGI
Le personalità più celebri di Murello sono rappresentate dalla famiglia Calandra, figure dell’alta borghesia torinese che acquistarono nel 1807 una cascina con annessa una casa civile nel Comune di Murello a cui rimasero per generazioni molto legati. Claudio Calandra (avvocato, ingegnere idraulico, archeologo) con i figli Davide (scultore) e Edoardo (pittore e scrittore) sono stati figure di spicco del Piemonte di fine ottocento e hanno lasciato importanti tracce nel panorama culturale piemontese e italiano. L’avvocato Claudio Calandra (1818-1882), fu sindaco di Murello, vice presidente della provincia di Cuneo, e deputato per il collegio di Savigliano quando la capitale d’Italia era stata spostata a Firenze. Curò la bonifica dei terreni paludosi di estese località da Murello fino a Savigliano con un ingegnoso sistema di sua invenzione, i cosiddetti “tubi Calandra” e realizzò anche importanti scoperte archeologiche.
Davide (1856-1915) fu un celebre scultore, riconosciuto a livello internazionale, i suoi calchi in gesso delle opere principali sono custodite nella gipsoteca di Savigliano. Edoardo (1852-1911) invece è l’autore del romanzo “La Bufera”, ritenuto il “Promessi sposi” del Piemonte e ambientato prevalentemente a Murello, l’amata residenza di campagna della famiglia.
LUOGHI
Santuario “Madonna degli orti”
Un bel viale rettilineo conduce al Santuario a circa un chilometro dal centro del paese. Si tratta di un gioiello del barocco piemontese a cui i murellesi sono molto affezionati. La sua costruzione iniziò nel 1700 attorno a un pilone campestre con un dipinto rappresentante la madonna incoronata datato al 1500 al quale nel tempo i murellesi fecero spesso affidamento in tempo di peste, di guerre e di malattie del bestiame. Ancora oggi la festa patronale è dedicata alla Madonna degli Orti, la domenica successiva all’Assunta.
La Confraternita di San Giuseppe
Meglio conosciuta come “Crusà”, posta nel centro del paese, ha come presumibile periodo di edificazione l’ultimo quarto del XVI secolo; nel 1751 contava ben 850 aderenti e animò per anni la vita spirituale del paese. Le due nicchie della semplice facciata intonacata ospitano le sculture raffiguranti S. Giuseppe e la Madonna, due delle poche opere di carattere devozionale attribuite a Davide Calandra.
L’interno ha forme barocche, ad aula unica, ampia e luminosa con pregevoli aspetti artistici di grande interesse. Oggi di proprietà comunale, vene utilizzata per mostre e convegni
Il castello templare
Nella piazza centarle del paese, il torrione spicca sul corpo del maniero edificato in fasi successive, è la casa torre eretta dall’Ordine dei Cavalieri del Tempio quando nel corso del XIII secolo divenne beneficiario di questi territori grazie ad una donazione dei marchesi di Busca. In origine il castello aveva tutte le caratteristiche della tipica fortificazione di pianura con tanto di fossato, ponte levatoio e feritoie, elementi via via cancellati quando da edificio fortificato col tempo è divenuto semplice casa agricola ed oggi abitazione del parroco dell’adiacente chiesa parrocchiale in bel stile neo gotico di San Giovanni Battista.
La Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista
La chiesa si affaccia sulla piazza principale del paese, a pochi passi dal Comune, dalle scuole elementari e da quello che fu il castello dei Templari con il quale costituiva l’antico insediamento medievale.
Dell’originale struttura romanica restano le fondamenta e l’orientamento con l’asse posizionato sulla linea est-ovest con l’abside orientato al sorgere del sole e l’ingresso al tramonto. L’attuale aspetto lo si deve a notevoli interventi dei primi decenni del 900 che hanno conferito alle linee originali, semplici e essenziali, l’attuale stile in suggestivo neogotico.