Caramagna Piemonte è un comune italiano di 3 013 abitanti della provincia di Cuneo, dista circa
52 chilometri da Cuneo e 36 chilometri da Torino. Il suo territorio si trova ad un'altitudine
compresa tra i 243 e i 268 m s.l.m.
L'antichità del Comune di "Caramagna" è affermata da una lapide romana risalente al terzo o al
secondo secolo d.C., rinvenuta nella chiesa parrocchiale, e da alcune tombe e frammenti delle
antiche mura del paese, questo a conferma che il territorio era già abitato fin da epoca molto
antecedente l'anno mille.
Caramagna compare per la prima volta nel 1026 in un "diploma" di Corrado II imperatore, re di
Germania e d'Italia, che conferma a Bosone e Guido figli di Arduino V, marchese di Torino, la
signoria su tutte le terre da essi avute per successione ereditaria o legittimo acquisto, tra cui
appunto Caramagna ed il suo castello. Tuttavia, è molto probabile che la Caramagna citata nel
diploma (con il nome di Villam novam Caramagnam) fosse in realtà la vicina Carmagnola, mentre
Caramagna è da intendersi, nel 1026, già esistente da almeno un secolo.
La fondazione del Monastero di Santa Maria il 28 maggio 1028, per volere del marchese di Torino
Olderico Manfredi e Berta sua moglie, accrebbe notevolmente l'importanza del paese, che estese
i suoi interessi su tutto il basso Piemonte e in Liguria.
Il feudo "caramagnese" dagli Arduino passò nel 1147 a Manfredo I di Saluzzo, poi ai conti di
Luserna, al comune di Asti e di nuovo al Marchesato di Saluzzo di Manfredo II.
Nel 1250, con il consenso degli astigiani, Caramagna può darsi un'organizzazione di tipo
comunale.
Il 16 giugno 1706, durante l'assedio di Torino ad opera delle truppe francesi, la corte sabauda fu
costretta a fuggire dalla capitale. Il corteo reale era diretto in Liguria e fece tappa a Caramagna; la
corte, accolta presso il castello del paese, aveva condotto con sé la preziosa reliquia della Santa
Sindone che, durante il breve soggiorno caramagnese, fu posta nella chiesa di Santa Croce.
Durante il Risorgimento diversi caramagnesi partecipano alle guerre di indipendenza, ma anche ai
moti rivoluzionari. Tra questi Luigi Ornato che, dopo un lungo esilio a Parigi, nel 1832 rientra a
Caramagna dove riceve le visite dei patrioti Silvio Pellico, Giacinto Provana di Collegno, Vincenzo
Gioberti e Cesare Balbo.
Nel 1898 Caramagna è scelta per essere teatro di esercitazioni dell'esercito sabaudo; tra fine
agosto e inizio settembre per sei volte ricevette la visita di re Umberto I che - come ricordano le
cronache dichiara, in piemontese "…mi quand' che i m'treuvu sì cun vui autri, a m' s'mia propi
d'essi a ca mia”.
Importante nel Novecento il fenomeno dell'emigrazione. Tra il 1915 ed il 1918 il paese dà il
massimo appoggio a tutti i profughi giunti dalle zone di guerra e un numeroso gruppo di
Caramagnesi si arruoleranno e partiranno per il fronte, in primis il sindaco, il capitano Carlo Boetti.
I caduti caramagnesi saranno ben 36, nel secondo conflitto mondiale se ne piangeranno 29 ed
altri 3 nella successiva guerra di liberazione.